
Dopo l'annuncio di pochi giorni fa in cui comunicava l'intenzione di non voler far più certificare i propri prodotti dall EPEAT, ente preposto alla valutazione dell' impatto ambientale dei prodotti sotto diversi aspetti.
A prescindere dalle dichiarazioni dello stesso produttore sull' assoluta ecosostenibilità dei dispositivi, anche senza tale certificazione, la miriade di critiche e la decisione del governo federale e di numerose città di non acquistare più prodotti della casa di cupertino non provvisti di tale certificazione, hanno portato l'azienda ad un rapido dietrofront.

Com' era lecito aspettarsi, non si sono fatti attendere i paragoni con la gestione Jobs, ipotizzando che in tutta probabilità una simile debacle non sarebbe stata possibile, e nello stesso modo, salta agli occhi come non sia stato Tim Cook a metterci la faccia, ma Bob Mansfield, vicepresidente senior della divisone Hardware Engineering, ormai in partenza dai ranghi dell' azienda.
Chiari sintomi di una Apple che sta cambiando?? Preferiamo lasciare a voi l'ardua sentenza.
"Recentemente abbiamo appreso che molti clienti affezionati di Apple sono rimasti delusi nel sapere che avevamo tolto i nostri prodotti dal sistema di classificazione EPEAT. Riconosco che questo è stato un errore. Da oggi, tutti i prodotti Apple ammissibili ritornano nel registro EPEAT", ha dichiarato Masfield.
È importante che sappiate che il nostro impegno per proteggere l'ambiente non è mai cambiato e ora è più forte che mai. […] Forse la cosa più importante è che realizziamo i computer con il consumo energetico più basso in tutto il mondo e la nostra intera linea di prodotti supera i severi standard governativi Energy Star 5.2. Nessun altro nel nostro settore può fare questa affermazione"."Pensiamo che lo standard IEEE 1680.1 potrebbe essere una migliore soluzione per proteggere l'ambiente se fosse aggiornato per includere miglioramenti come questi. Questo standard, sul quale è basato il sistema di classificazione EPEAT, è un sostegno importante per la nostra industria e i suoi prodotti".
"Il nostro rapporto con EPEAT è diventato più forte dopo questa esperienza e puntiamo a lavorare insieme per l'evoluzione del loro sistema di classificazione e sullo standard IEEE 1680.1. Il team di Apple è impegnato nella progettazione di prodotti che tutti possano essere orgogliosi di avere e usare".

Attorno a questo rientro, un piccolo giallo; mentre si pensava che l'uscita dall EPEAT fosse dovuta alle scelte di design operate con il MacBook Pro Retina da 15 Pollici, il prodotto è comparso nel registro dei prodotti certificati con la certificazione "gold" tra lo stupore generale. I punteggi sono quasi tutti ottimi, e complessivamente il prodotto raccoglie 21 punti su un massimo di 27, sebbene su due parametri il prodotto viene bocciato: La selezione dei materiali e il consumo energetico. Ottimi valori invece per quanto riguarda la gestione dei materiali a fine vita.
A dire il vero la Electronics TakeBack Coalition, sotiene invece che il prodotto sia ben lontano dal meritare tali punteggi, poichè due dei criteri base della certificazione non sono assolutamente rispettati; Prima fra tutti, una facile rimozione della scocca esterna con strumenti di facile reperibilità e l'individuazione e rimozione dei componenti con ementi nocivi. Stando alle dichiarazione di Barbara Kyle,autrice della disamina, è stata apple stessa adassegnarsi il bollino "gold".
"È importante capire che per prima cosa sono i produttori a darsi un voto in base ai criteri EPEAT, e poi EPEAT conduce una revisione di tale classificazione. L'esame non è ancora avvenuto ed EPEAT può richiedere ai produttori di rimuovere qualsiasi prodotto dal registro se non è conforme allo standard IEEE".
Insomma, il vero pasticcio mediatico firmato Apple che rimarrà alla storia. Negli annali rimarranno anche le scuse, una rarità per la casa di Cupertino. A vederla tutta in questa vicenda c'è quindi anche un lato positivo, che potrebbe insegnare a molti che Apple è un'azienda, normale e non soprannaturale, e come tale incappa in errori anche laddove finora ha fatto scuola, nella comunicazione e nella strategia.





